Un virus informatico
generò la NETpandemia
che cambiò il mondo!


COMUNICATO STAMPA

Butterfly29”:
la pandemia informatica
che sconvolse il 2030

Dal 15 marzo alle 23:00, su www.butterfly29.com, il primo episodio della docufiction scritta e realizzata in “smart working” dal regista e attore Milo Vallone
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=BJvAOtqigZ4


Un padre agli arresti domiciliari, isolato dal mondo intero a causa di un virus informatico che ha provocato una pandemia digitale, cancellando ogni forma di tecnologia. Da qui parte il racconto di Milo Vallone, autore, regista e attore della docufiction “Butterfly29".
La serie uscirà lunedì 15 marzo, alle ore 23, sul sito web www.butterfly29.com.
Immaginate un mondo senza più collegamenti internet, dove telefonini, computer, televisioni e radio sono inutilizzabili.
Ogni tipo di comunicazione e scambio di informazione digitale è inaccessibile. Siamo nel 2030, quando “Butterfly29”, un virus informatico, causa una “netpandemic” capace di interrompere i più sofisticati sistemi tecnologici. La serie racconta la pandemia attraverso gli occhi di Alan Caravaggio, ripreso dalle 32 telecamere di sorveglianza che controllano i suoi arresti domiciliari per aver ucciso la moglie, durante un lockdown causato dal Covid-19. Da una pandemia biologica a una informatica.
Libero dal monitoraggio fisso delle telecamere, potrebbe tentare di evadere, ma non lo fa. Il suo nuovo isolamento è dato dall’impossibilità di comunicare con il mondo esterno, in particolar modo con suo figlio, di cui ha ormai perso le tracce.
L’unico modo che ha per provare a recuperare un contatto con lui sono delle “audiolettere”, che trasforma in veri e propri flussi di coscienza. Alan racconta la sua vita, ma anche la società che ha lasciato, immaginando come questa nuova condizione analogica possa finalmente adempiere alla promessa di “uscirne migliori”.
«L'idea di “Butterfly 29” è nata durante il primo lockdown. In quelle settimane di apprensione per l’emergenza sanitaria, l’unico modo per rimanere in contatto con i nostri cari è stato grazie ai mezzi informatici, divenuti di vitale importanza. E allora ho pensato: e se la pandemia un domani, da biologica, divenisse digitale? In fondo, fino a poco più di un anno fa il termine “virus” era da tutti associato al web e ai mezzi informatici. Dunque? Potremmo vivere senza tecnologia? E nel caso, che mondo avremmo?», si domanda Milo Vallone.
Realizzato in collaborazione con la Regione Abruzzo, “Butterfly29” è il primo esperimento italiano di docufiction interamente prodotta e realizzata in “smart working”. Le 32 microcamere, che immortalano la reclusione di Alan Caravaggio, riprendono la vera abitazione del regista e attore protagonista, Milo Vallone.
Scritto durante il primo lockdown, nel 2020, le riprese sono terminate a inizio 2021.
«Inoltre Butterfly29, nel mio personale percorso, rappresenta anche una vera e propria sperimentazione, la ricerca di un nuovo linguaggio espressivo per far vivere quella teatralità ormai mortificata da più di un anno, per via della chiusura degli spazi nei quali operiamo. Non credendo molto nel teatro in streaming, ho cercato con questo format e con questo linguaggio, di aprire una strada o quantomeno accendere una scintilla che possa essere di incoraggiamento a tutto un mondo di lavoratori che sono e chissà ancora per quanto ancora saranno, in attesa di poter tornare a veder salire un sipario chiuso da troppo tempo.
È stato dunque tanto l'entusiasmo
– conclude Vallone – quando cominciando a prendere corpo quest'opera, ho ritagliato uno spazio del lamento per darlo alla creatività».

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